Lui & Lei
Quando la massaggiatrice mi ha risolto tutto
06.04.2026 |
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"Dopo qualche secondo ha abbassato la testa e me l’ha preso più a fondo, fino a metà asta..."
Sabato pomeriggio avevo la schiena distrutta dopo una settimana intensa in palestra. Sono andato direttamente nello studio dove lavora Giorgia per il massaggio sportivo.Quando sono arrivato lei mi ha accolto con il solito sorriso professionale. Indossava la divisa tipica da massaggiatrice: pantaloni neri larghi e comodi, una polo bianca aderente con il logo del centro sul petto e i capelli castani legati in una coda alta.Mi ha fatto spogliare e mi ha lasciato solo con gli slip grigi. Poi mi ha coperto la parte bassa della schiena con un asciugamano caldo e mi ha detto di sdraiarmi a pancia in giù sul lettino.
Giorgia ha iniziato dal collo e dalle spalle, mani forti e calde grazie all’olio. Il massaggio era perfetto, scioglieva tutti i nodi. Dopo un po’ è scesa lungo la schiena, poi sui lombari. A un certo punto ha abbassato un po’ l’asciugamano per lavorare meglio sui glutei. Le sue mani forti mi massaggiavano le natiche con movimenti profondi.Io cercavo di rilassarmi, ma il tocco delle sue mani sui glutei e l’olio caldo mi stavano facendo un effetto che non riuscivo a controllare. Il pisello mi è diventato duro pian piano, senza che potessi farci niente. Ormai era completamente gonfio dentro gli slip grigi e premeva contro il lettino.
Giorgia ha continuato a massaggiarmi normalmente, come se niente fosse. Non si era accorta di nulla.Dopo una ventina di minuti mi ha detto con voce calma: «Girati sulla schiena, così lavoro sui pettorali e sugli addominali».
Mi sono voltato. L’asciugamano caldo mi copriva ancora dalla vita in giù, ma si vedeva palesemente il pacco gonfio. Gli slip grigi erano tesi al massimo. Giorgia ha guardato il rigonfiamento per un secondo, poi ha continuato il massaggio sugli addominali come se nulla fosse. Dopo qualche istante ha parlato con tono tranquillo e professionale: «Tranquillo, non devi sentirti in imbarazzo. Sono cose che succedono durante i massaggi, soprattutto quando si lavora sui glutei e sui flessori dell’anca. Il corpo reagisce in modo naturale. Respira e rilassati, va tutto bene.»
Le sue parole erano gentili, ma il mio cazzo continuava a pulsare sotto l’asciugamano. Giorgia ha proseguito il massaggio sugli addominali e sui fianchi, ma ogni volta che le sue mani si avvicinavano al bordo dell’asciugamano il mio pisello dava un guizzo. A un certo punto ha spostato leggermente l’asciugamano per lavorare meglio sulla parte alta delle cosce. Quando ha visto da vicino gli slip grigi, probabilmente bagnati all'altezza della cappella e il cazzo gonfio che tirava il tessuto, ha esitato un attimo.
Ha alzato lo sguardo verso di me, poi senza dire niente ha abbassato ancora un po’ l’asciugamano. Il mio cazzo duro è rimasto coperto solo dagli slip sottili, la macchia bagnata ben visibile. Giorgia ha versato altro olio sulle mani, mi ha guardato negli occhi e con voce bassa ha detto:«Se vuoi posso aiutarti a rilassarti del tutto…». Io ho fatto solo un cenno con la testa. Lei si è seduta sul bordo del lettino, ha abbassato lentamente gli slip grigi fino a metà coscia e ha liberato il cazzo duro che è schizzato fuori, lucido e bagnato.
Giorgia ha iniziato leccando piano tutta la lunghezza, dalla base fino alla cappella, raccogliendo con la lingua il liquido preseminale che continuava a uscire. Poi ha girato la lingua intorno alla cappella più volte, lentamente, come se stesse assaporando. Ha aperto la bocca e ha preso solo la punta, succhiandola con forza mentre la lingua continuava a lavorare sotto.
Dopo qualche secondo ha abbassato la testa e me l’ha preso più a fondo, fino a metà asta. Succhiava stringendo le labbra, facendo su e giù con un ritmo costante. La sua bocca era calda e bagnatissima. Ogni volta che saliva stringeva di più la cappella, e quando scendeva arrivava quasi a toccare le palle con le labbra.
Ha iniziato ad accelerare, la testa che andava su e giù più veloce. Una mano mi massaggiava le palle con l’olio, l’altra teneva la base del cazzo e lo segava al ritmo della bocca. Ogni tanto lo tirava fuori completamente, dava una leccata lunga e rumorosa dalla base fino in cima, poi lo riprendeva tutto in bocca con un colpo solo.
Faceva dei rumori bagnati bellissimi, tipo “slurp slurp”, mentre la saliva le colava un po’ sul mento. La coda di cavallo dondolava a ogni movimento.
Quando ho sentito che stavo per venire ho mormorato «Giorgia… sto per venire…».
Lei non si è spostata neanche di un centimetro. Ha succhiato ancora più forte e più veloce, stringendo le labbra intorno al cazzo. Io sono esploso nella sua bocca con dei forti spasmi. Giorgia ha continuato a succhiare piano mentre ingoiava tutto, senza farne cadere neanche una goccia, fino a quando il mio cazzo ha smesso di pulsare.
Alla fine si è rialzata, si è pulita le labbra con il dorso della mano e mi ha sorriso con calma.
«Adesso dovresti essere più rilassato. La schiena come va?»
Io ero lì, sdraiato, con gli slip abbassati e il fiatone.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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